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lunedì 19 settembre 2011

Niente.

Oggi mi è successa una cosa strana che nessuno mi ha mai raccontato sia successa anche a lui/lei e quindi non so nemmeno se sia possibile: ho avuto un orgasmo dormendo. Cioè, dormivo a fondo a fondo e ho provato la sensazione di un orgasmo eppure dormivo e non mi masturbavo e quindi direi che le possibilità non possono che essere: qualcuno mi ha fatto provare un orgasmo mentre dormivo ma è improbabile visto che al risveglio mi son ritrovata a pancia in giù e braccia in sù, OPPURE il mio cervello ha ricreato la sensazione data dall'orgasmo nel sogno illudendomi che lo stessi davvero provando e boh.
Non so di preciso se l'orgasmo ci sia stato davvero o se sia stata solo una questione di percezioni, però è stato strano e indefinibile. Non ho potuto avere riscontri mutandeschi in quanto in questo periodo sono in pieno ciclo mestruale e quindi assorbente bla bla e immagini che non voglio ricreare per i miei cari (esistono?) lettori.

Vabbè.

Perché, papà, perché mi hai dato le tue labbra piccole col taglio all'ingiù triste triste e i tuoi polpacci grossi? Non potevi darmi gli occhi verdi e le lentiggini? Lori mi ha dato solo le sue cose più belle, il collo le tette la risata tanta e sempre, tu invece le peggiori, perché?

Eppoi.

(Che vergogna).

Comunque.

Lo sai che ti odio, vero? Sarà che odio me e questa incapacità di scrivere in maniera, non dico decente ma quanto meno comprensibile. Cambio i soggetti ogni 3x2 e non si capisce con chi parlo né perché e né cosa stia tentando di dire. Avevo scritto tentanto anziché tentando. E ho sbagliato di nuovo prima nel ripetere la suddetta parola. D'ora in poi sarà nella lista di quelle difficili e odiose.

Tu invece sei la più cara, la più grande, la più subiscilagne tra le mie amiche, chissà se hai visto prima: 1 ora e 2 minuti di telefonata, come sono patetica.
Però tu quell'ora e due te la fai con me, nonostante la noia e le chiamate in attesa. Sei grande. Io son piccina ma faccio il vocione, le solite scenette virtuose che non ci crede nessuno ma proprio nessuno.

Quindi grazie.

Eppoi aspetto coi capelli bagnati e il sangue che cola e se potessi dormirei ancora, ma l'ho già fatto tutt'oggi per l'angoscia e il rammarico, sicché è ora di smettere che mi faccio davvero schifo pesante proprio oggi.

domenica 21 agosto 2011

Sono Io ma non Vorrei.



14/03/11


Non ho mai creato nulla, solo distrutto.
Vedo ogni tot donne splendide, ma anziché ammirarle spesso mi ritrovo ad invidiarle e non mi piace. Non mi piace scoprirmi tanto infima.
La verità è che vivo di rassicurazioni e conferme perenni, nonostante ciò che pensi tu, che probabilmente di me hai comunque capito molto più di quanto abbia capito io di te.
Non posso sopportare i ruoli della comparsa, non sono fatti per me.
Ma una prima donna non sarà nemmeno mai una protagonista.
Potrei pensare di dedicarmi alla regia, il controllo e il potere mi han sempre donato vigore. Sarò una regista riciclata per incapacità di recitazione da palcoscenico.
Eddire che son così tanto piena di me. Parlo di me, penso per me, agisco per me, sono una fottuta egocentrica che non ha capito ancora bene di quanto tutti in realtà ridano della sua piccolezza.
Mi trovo ogni giorno peggiore, pian piano più vuota scontata noiosa patetica. Eppure agisco sempre da leonessa capo branco. Ridicola.
Avrei cosìttanta voglia di sbattere la testa contro un punzone di ferro.
Sono estremamente disgustata dal mio ego, le batoste non son state mai abbastanza forti da smorzarlo.
Ci vuole qualcuno che mi chiarisca bene quanto faccia schifo e valga poco, finché son io da sola a dirmelo ci vorrà lo stesso tempo di una sorsata d'acqua ad assolvermi.

10/05/11

La diffusione di emozioni ha senso nel momento in cui le stesse prolificano.
Rabbia, Angoscia, Paura et Dolo.
La sola via di fuga è il letto, da laggiù ogni cosa giunge prima.

08/06/11


Ho ricominciato da poco a prendere la pillola anticoncezionale, tutti i giorni intorno alle 14. Una mia amica era perplessa riguardo l'orario "così devi portartela sempre dietro". Ebbene, le 14 è l'ora perfetta. Al 99% so che ogni giorno dovrei essere sveglia in quel lasso di tempo, e, soprattutto, tendenzialmente potrei non essere sbronza perché i postumi dovrebbero già essersi conclusi. Il fatto è che dalle 18 in poi il rischio sbronza è sempre in agguato, e la sbronza di norma si protrae almeno fino alle 3, 4, 5, 6 del mattino con conseguenti postumi. Tra le 14 e le 15 il rischio è molto basso.

30/06/11

Di nuovo a chiedermi cosa stia facendo, chi stia inseguendo, per cosa stia lottando. Correrei via se ne avessi la forza, oramai mi muovo solo più in bici eppure e le mie chiappe son sempre più pesanti.
Non ho voglia di pensare se sia vero, so già come stanno le cose.
Non andremo da nessuna parte, lo sappiamo entrambi. Mi chiedo solo cosa ci provi nel mentirmi, quando ogni tua parola non corrisponde a mezza delle tue azioni.

17/08/11

Ho sempre mal sopportato le persone fissate su una cosa, quelle che pensano parlano guardano fanno solo quella.
Al tempo stesso non mi sono mai piaciute le persone che non hanno un interesse reale, qualcosa che le contraddistingua come pensiero stile di vita divertimento passione, di quelli che ti condizionano la vita intera.

Nell'identico modo ho sempre amato "prendere in giro" le persone che hanno il profilo pubblico su facebook, eppure al contempo le ringrazio d'esistere per tutte le noie vinte da ore passate a stalkerare su di esse, da vera persona orribile quale so bene essere spesso.

Eppure più passa il tempo e meno cose vorrei sapere. Ogni persona è un mondo che può intrecciare e disintegrare il proprio.

Da qualche tempo ho iniziato ad assumere droga, inconsapevolmente. Eppure lo so perché ne soffro tutti i sintomi, specialmente astinenza e depressione causate da.

Odio il mio tremendo vizio di iniziare i discorsi con "ho sempre", ma sto per farlo nuovamente.
Ho sempre odiato descrivermi vulnerabile, perché ho sempre creduto di non esserlo.
Ora, questa droga mi rende tale, ed io non posso e non voglio sopportarlo.
Mi piace avere una fissa che mi condizioni la vita, ma odio esserne dipendente.
"I am mine", canta Eddie, e amavo cantarla con lui in casa da sola. Eppure.

Il problema della droga, oltre ai costi e gli evidenti effetti, è l'unilateralità del rapporto con la stessa. Sono un'asciughina, qualcuno mi chiuda in comunità.


martedì 12 luglio 2011

A Proposito di Persone.



Ci sono così tanti giochi di e(sse)quilibrio da schivare o recuperare in ogni istante che mi vien voglia di gettare la spugna e star ferma a guardare.

Tanti piccoli bottoni, ognuno da ricucire al maglione giusto, e, non so bene come, sono ancora in grado di ricostruire le accoppiate corrette: anche se diversi grigi, capisco bene con quale grigio vadano appaiati.
Mi sto pizzicando le braccia per capire se provo ancora dolore o se sono già nella folla in basso, a osservare qualche mago dei contrappesi che volteggia con naturalezza su quel filo così sottile e fragile. Il cuore implora pietà.
Ho la faccia rovinata dalle domande, tra pustole e herpes vari. C'è stato un tempo in cui il mio vanto maggiore era la pelle; l'altro ieri, ieri e oggi ho iniziato a credere che da qui alle prime rughe il salto è breve. Sarà indolore, ci son passati tutti prima o dopo, tranne quelli che son riusciti a morire coi peli del culo a batuffoli.

Ho paura di questo rileggere quei vecchi pensieri da quei vecchi e abbandonati blog di quelle vecchie situazioni, ché tanto poi son sempre le stesse, e mi sembra di non far altro che ripetere la medesima vita ogni qual volta mi convinca di averne iniziata una diversa.
E sono stanca, stanca di così tante cose che saprei benissimo elencare, chilometri di parole e aggettivi e persone e idee, eppoi invece non è vero, ché quella lista è tanto corta che basterebbe una monetina a sostenerla, ché quella lista ha un'unica parola a comporla, ché quella parola è un nome che conosco da quando ho imparato a dire "ciao, io mi chiamo".

A proposito di persone mi accorgo ormai che la verità è che, alla fine, van bene tutti, chiunque potrebbe stare con chicchèssià; la verità è che, alla fine, qualunque persona ha qualcosa da dare che qualsiasi persona possa voler prendere; la verità è che, alla fine, le persone sono più belle che brutte, più interessanti che noiose, più diverse che uguali; la verità è che, alla fine, ci si incastra sempre in qualche modo, alle volte magari si dovrà solo sforzare un po' di più, mettere sotto l'acqua calda, aiutarsi con una pinza.

La realtà dei fatti è che tanto mancherà sempre qualcosa.

martedì 17 maggio 2011

Ci Sentiamo Dopo.


Vorrei avere il coraggio di scrivere la verità e vorrei non essere banale nel caso in cui riuscissi a farlo.
E' un'odore che non va più via.
Potrei riempirti pagine infinite di motivi. Nessuno varrebbe abbastanza per cambiare le cose.
Principalmente sangue.


lunedì 9 maggio 2011

Mezze Verità.



Motivi per cui è bello essere fidanzati:
- niente depilazioni semi quotidiane
- zero preservativi
- nessuna paranoia per varie ed eventuali flatulenze notturne (e non)
- ...

Son quei discorsi semplici che ogni tanto noi donne amiamo fare, forse per consolarci e illuderci che i pro son molto più se si è sole, che male accompagnate. O accompagnate e basta.
Diventa facile riderci sù, specialmente quando NON sei chiusa in casa davanti ad uno schermo bianco, attorniata da giornali che tanto non riuscirai a leggere fino in fondo, disperata dalla frenesia del dover fare mille cose cheppoi dimentichi e quindi appunti su fogli sparsi che inevitabilmente perdi, indecisa sul come comporre la playlist di sottofondo, dubbiosa sulla mail che stai per mandare, estasiata dalle parole belle che gironzolano in testa senza sosta e ti fanno credere di star davvero creando qualcosa, insofferente alle urla di un padre troppo stanco ormai per dire "brava", impanicata sulle telefonate da fare e gli appuntamenti da organizzare per sentirti sempre attiva, insomma satura fino all'unghia dell'alluce di cose d'ogni s(t)orta.

Ecco, quando NON sto attraversando uno qualsiasi - o tutti insieme, come sovente capita - di questi momenti, è davvero facile ridere su pensieri come "a che serve un fidanzato?".
Cheppoi lo so, i momenti di saturazione son esattamente gli stessi di vuoto, solo che riesco a colmarli. Ovviamente per finta. O, quando va bene, per poco.

Oggi si disquisiva sul sogno di poter padroneggiare la tecnica della telepatia. Libidine. Un mio amico, certamente più saggio di me, ha detto solo "sarebbe disonesto".
Il discorso si è concluso lì, difficile ribattere con qualcosa d'interessante.

lunedì 21 marzo 2011

Tududù.



Non penso di saperlo gestire.
Non credo di volerlo gestire.
Non m'illudo d'essere diventata grande.
Perché son brava a sbrodolare. E incapace di circoscrivere.
Sarà che ho una vagina làssotto.

sabato 19 marzo 2011

M'Ale.


Era strano. Piangevo senza nemmeno rendermi conto di starlo facendo. Però sentivo questa pioggia calda sulle guance e non chiudevo gli occhi e continuavano a scendere e non sapevo smettere.
Poi non so perché non so come, ma almeno sono riuscita a dormire. Svegliandomi ogni 2 ore circa, però ho dormito. E quando mi svegliavo non sapevo a chi pensare, non sapevo perché, sapevo di non star bene.
Allora ho deciso di godermi questo male e però non so bene come si fa a trastullarsi nel male, forse bevendo gazzosa come fosse birra. O il contrario.

domenica 23 gennaio 2011

Giustappunto.




Non scrivo quassù da un tot.

Dovrei/vorrei scrivere anche nell'altro meandro nascosto dei segreti dei fratelli segretissimi, ma nemmeno lì, nada.

Il fatto è che ora ho un “pubblico” reale, col quale forse è più divertente confrontarsi.

Certo, il commentino dello sconosciuto passato di qui per caso, così come quello dell'amica di secoli, è sempre un piacevole tuffo al cuore.

Ma devo dire che fa tutt'altro effetto il vuoto d'aria che si crea mentre finisci di recitare le tue parole, scritte colle tue dita, i tuoi neuroni, i tuoi atrii e ventricoli. Quel vuoto d'aria lì lo percepisci, lo vivi in prima persona. Quello del commentatore seriale no, puoi immaginarlo, e solitamente lo immagini come lo vorresti, e, ancor più solitamente, l'idea supera la realtà, quindi diciamo che ti trovi ad “autoreferenziarti” senza i fondamenti concreti per farlo, supponendo che “possa essere andata così, possa aver pensato quello e quell'altro”, ma buona parte delle volte così non è.

Invece quando sei TU a leggere, TU a scandire, TU a soppesare, sai che al 90% quello che volevi trasmettere è arrivato, perché è stato assunto come TU volevi che avvenisse.

Eqquindi sì, son talmente rinfrancata e estasiata da questa nuova tecnica di condivisione che non sento quasi più la necessità di perpetuare nel farlo qui.


Il tempo passa, eppure ancora non ho perso il vizio di buttare aggettivi ogni 3x2, quando scrivo quando penso quando parlo.


Il mio quadernetto nero è sempre lì in borsa, qualcuno riderebbe nel sapere che è davvero nero.

Vi appunto le parole che mi fanno ridere per lo più, l'altro giorno ne ho segnata un'altra che non so nemmeno se esista e, sincera, non mi interessa saperlo: SVAMPITEZZA, maddò da sbellicarsi.


Eppoi mi sto drogando di stesure da treno, son quelle che mi vengon meglio, i pensieri piùbbelli lì faccio sempre sopra le rotaie. Sarà che le chiappe tremano lassopra e quindi tremo tutta io e quando tremo di norma è perché son coinvolta ed emozionata e quando son coinvolta ed emozionata mi si creano mille muse in testa e potrei affrescare pareti di parole e tagliare ogni pezzo di carta per fare collage di idee nella speranza di perdere la razionalità.

Quanto vorrei imparare a distaccarmi dal reale, scriverei molto più e molto meglio.


Eppoi c'è il glossarietto di Fanelli, e quando mi rendo conto di amare qualcosa lo scrivo subito senza pensarci troppo sopra, eppoi fa troppo ridere trovare cose come “vetrata” o “acqua” e risalire al perché l'abbia scritto, in quali condizioni, dietro quale pensiero.

L'acqua, la amo con tutta me stessa, e non parlo del mare, parlo dell'acqua. Eppoi è così dolce foneticamente parlando, pur avendo in sé quel cq tanto forte ed ingombrante.

Poi penso alle cose che vorrei saper dire bene, e penso che non so dire nulla bene.

Allora ringrazio il Principe, e mi scuso dicendo che quello che non so, lo so cantare.



lunedì 14 dicembre 2009

Ho Cercato.


di stilare una classifica delle cose che so fare.
Ne è uscito che son cose banali, comuni ai più, spesso scontate.
So di essere un genio nel qualunquismo smoderato, talvolta imbrocco qualche verità inarrivabile, e poi incespico nella stessa.
Ho scoperto di non essere in grado di ascoltare le persone, e so di per certo che ciò è dovuto alla mia boria inadeguata.
Una peculiarità me la concedo: come mi compiango io nessuno, ma proprio nessuno. So farlo alla maniera del "sòllappiùfforte però ci ho anche io gli attimi di debolezza", e questo non fa che rendermi una persona ancora più triste.
Nello scrivere ciò sto esemplificando la caratteristica di cui sopra, auto compatendomi come tanto amo fare.

Incontro da giorni odori che conosco ma non so più contestualizzare, associare alla persona/luogo di appartenenza. Fastidio estremo.

“Fidati, se ne accorgono tutti che lo sei.”, io no. [clangore di uomini che svengono al sol passaggio].

Ho sempre puntato decisamente troppo in alto, e, specialmente, l'ho sempre fatto con la presunzione di poter percorrere la via più facile per arrivarci.
Le scelte che “sono stata in grado” di compiere sono puntualmente le più semplici che possa attuare, almeno questo è ciò che credo nel momento. Le lacrime arrivano sempre dopo. Mi rincuoro pensando che tutto passa.

Ho diciannove anni da una vita e mezzo, mi chiedo quando cesseranno.
Ché poi son solo frammenti d'orgoglio che volano via.
Datemi fuoco, ché ormai è chiaro che con le acque chete non so creare contatti.


mercoledì 7 ottobre 2009

Va così.



Puntoevirgola, conosciuto anche come fermomanontroppo.

Blood on you . ... ....

Blood on you ..... ... .. ....

Blood on you... .. ... ..... .

Oggi ho visto il Fantozzi de' noiartri.
E la Madonna no eh! E, no eh! La Madonna no!, dice Lori.
Volteggio poi rido poi sospiro poi mi coccolo di pensieri poi ritrovo affetti in stand-by poi strimpello poi mi fermo nel tentativo di respirare poi mi manca tanto zia poi coloro e poi poso la mano su pelli di Calabria e riesco a rifiatare.

Hai trovato un po' di felicità in me? Lui si chiede questo.

Di questi giorni si esibirà Gianni Mannini in quel di piazza Galimberti, e questo è quanto.

mercoledì 3 giugno 2009

Stay in Turin.


E poi vorrei capire perché si parli di crisi quando, ovunque mi giri, incrocio solo schiene e pance e braccia e natiche e facce abbronzate.
Tutti lì a raccontare dei loro weekend lunghi di grigliate nuotate montagnate termalate campeggiate alcolizzate e macchinate.
Andassero a fanculo le loro case vacanza e i loro nasi rossi del cazzo.

Io, ben che vada, sbuffo fino a starnutire sui soffioni dei campi coltivati di Pecetto. Abusivamente.

martedì 26 maggio 2009

Heltah Skeltah Inside.




Tu! T'ho visto fottuto dandy travestito da bohémien. Cos'è, hai abbandonato le tue richezze per noia, per poi tornare alla tua cazzuta noia nel giro di 3-4 mesi?
Siete tutti schifosamente uguali. Borghesi neo arricchiti delle palle, rincorrete le vostre giornate a filosofeggiare su spunti altrui e musiche rappresentative del genere che ora più vi si addice.
Ridicoli quasi quanto le vecchie alla fermata del bus, croce al collo e Oggi in mano, leccandosi la lingua alla Fantozzi, eccitate dalla notizia più succosa e finte scandalizzate dalle tette della porno velina di turno -che moralità- che poi al buio ci si sditalinano sopra, le laide porche.
Attendo il vostro ritorno alla camicia a manica corta e catenina in oro giallo.

I pugni nello stomaco fanno meno male di una vita di distruzioni.
Ansie inutili per sorrisi assenti, quando sarà torneranno.

Voglia di scopare, scopare fino a non sentire più niente. O "fino a farmi ridere".
E poi crogiolo in fiumi di gin e martini rosso, senza la paura di finire le sigarette.
100 km quadri di pareti interamente finestrate in open space, tele bianche, oli e matite e pennelli e forbici e pantoni e riviste e foto ovunque, coperte per terra, vani vuoti da non riempire, una sola pentola per la pasta e le cipolle e i peperoni, qualche libro, un mac, e il bullo.
Luce solare fino al buio, poi si dipinge sulle notti d'affanno e conquista, appuntando pensieri su pavimenti vergini.

Vite impossibili e impossibilità di vite.

Insofferenza e dolo, rassegnazione e rabbia, malinconia e aspettativa.
Per esser personalità duplici, mirando alla versatilità poliedrica animata da ideali costanti e veri.